Articoli taggati societa

Una piccola vittoria per la libertà di navigazione

FAPAV, così si chiama l’associazione senza scopo di lucro che attraverso una diffida a Telecom ha cercato di scavalcare l’autorità giudiziaria avanzando un ipotetico concorso di colpa di Telecom nel permettere agli utenti che fanno utilizzo di programmi peer-to-peer e simili di mantenere l’anonimato.

Telecom si è rifiutata di fornire a FAPAV i nominativi e gli IP di questi utenti e si è riferita al Tribunale Civile di Roma che oggi ha rilasciato la sua sentenza. Secondo lo Stato italiano solo l’autorità giudiziaria competenete può chiedere ed ottenere tali informazioni dalle compagnie telefoniche e con questo la vicenda si è chiusa.

FAPAV è l’acronimo di Federazione Anti-Pirateria Audiovisiva Italiana e con buona probabilità difende gli interessi delle case discografiche  ecinematografiche in Italia. Detto questo la richiesta di scavalcare la legge sembra incredibile eppure c’è stato bisogno di una sentenza di un tribunale per risolvere la questione.

FAPAV, come tutti gli altri, dovrà denunciare i soggetti sospettati alle autorità giudiziarie competenti che valuteranno se procedere oltre con la richiesta delle informazioni riservate alle compagnie telefoniche oppure no.

Via | HWUpgrade

Bandire i Social Network? Pessima idea


E’ la storia dell’evoluzione umana, ad ogni impulso in direzione del progresso corrisponde una reazione conservatrice. Governi autoritari, scuole, aziende, tutti si sono lanciati con più o meno enfasi nel tentativo di limitare i social network, con risultati ancora più disastrosi di quelli che si sono avuti nel tentativo di limitare l’uso dei cellulari.

A quanto pare, nonostante sempre più spesso qualcuno alzi la voce a favore della censura dei social media, ogni tentativo si è manifestato in un ritorno di fiamma.

Nelle scuole il risultato è stato che sgli studenti, incapaci di resistere al richiamo dei social network, perdono più tempo nel cercare un modo per aggirare l’ostacolo rispetto al tempo che avrebbero persosui social network stessi.

Nelle aziende i blocchi e le protezioni che dovrebbero impedire agli impiegati di accedere a siti malevoli o ai social network hanno provocato più violazioni della sicurezza di quante ne abbiano prevenute. Gli impiegati, pur di controllare le notifiche di Facebook o twittare un TGIF utilizzano spesso proxy malevoli per aggirare i blocchi.

Il peggior risultato lo hanno avuto i governi. Cina, Iran, Birmania, il loro tentativo di soffocare la comunicazione fra gli utenti non ha fatto altro che aumentarne il rilievo nazionale e internazionale. In Cina il 92% degli utenti aggira il muro alzato contro i principali social network, in Iran le proteste contro le controverse elezioni sono cresciute su Twitter e Friedfeed e i monaci birmani hanno trovato la loro voce sul web.

Ora anche gli stati occidentali tentano di porre un limite allo strapotere delle aziende dietro i principali social network, ma con scarsi risultati e costi a dir poco insostenibili.

Via | Mashable

Incentivi per la Banda Larga, un timido passo

Il nostro governo ha fatto al sua mossa verso la risoluzione del digital divide, una mossa timida e che probabilmente non avrà chissà quali riscontri.

Per ogni nuovo abbonamento ADSL o Internet Mobile fatto da un cittadino italiano fra i 18 e i 30 anni sarà erogato un bonus di 50€ da utilizzare per il canone mensile o nel caso di ricaricabili per i costi di attivazione.

Che dire?  Sempre meglio di niente, ma è vergognoso che in un paese dove il popolo dimostra un tale entusiasmo per la rete e i suoi benefici, dopo che una ricerca Microsoft ha affermato che entro il 2013 ben il 90% dei lavoratori europei avrà competenze online, 50€ di incentivi suona più come un’elemosina.

Speriamo vivamente che questo piano incentivi sia ridiscusso e incrementato così da poter aver un vero effetto su tutte quelle famiglie che non sono ing rado di affrontare i costi di una connessione ad internet decente.

Più  che un piano incentivi un piano di opere pubbliche e infrastrutture sarebbe un reale investimento con un ritorno certo in termini economici e sociali.

Premio Pulitzer per un articolo web

Questa è una notizia che rinfrancherà tutti i blogger, scrittori online e fan del settore che sono in ascolto. Da sempre vessati dalla prosopopea della carta stampata ecco che arriva un altro riconoscimento ufficiale al lavoro di tanti scrittori indipendenti che ogni giorno contribuiscono con contenuti di qualità all’informazione mondiale.

Il premio Pulitzer è stato assegnato ad un post di Propublica.org. Articolo di denuncia di Sheri Fink che ha trattato dell’uragano Katrina e dello scandalo di alcune morti sospette e referti medici troppo sbrigativi.

L’articolo è stato redatto in collaborazione con il New York Times, uno dei principali promotori della stampa sul web oltre ad essere una delle testate giornalistiche più stimate al mondo.

Riconoscimento dopo riconoscimento i blogger stanno conquistando un ruolo sempre più centrale nell’informazione mondiale, nonostante tutte le resistenze che le cariatidi del “vecchio sistema” puntalmente oppongono.