Bandire i Social Network? Pessima idea
E’ la storia dell’evoluzione umana, ad ogni impulso in direzione del progresso corrisponde una reazione conservatrice. Governi autoritari, scuole, aziende, tutti si sono lanciati con più o meno enfasi nel tentativo di limitare i social network, con risultati ancora più disastrosi di quelli che si sono avuti nel tentativo di limitare l’uso dei cellulari.
A quanto pare, nonostante sempre più spesso qualcuno alzi la voce a favore della censura dei social media, ogni tentativo si è manifestato in un ritorno di fiamma.
Nelle scuole il risultato è stato che sgli studenti, incapaci di resistere al richiamo dei social network, perdono più tempo nel cercare un modo per aggirare l’ostacolo rispetto al tempo che avrebbero persosui social network stessi.
Nelle aziende i blocchi e le protezioni che dovrebbero impedire agli impiegati di accedere a siti malevoli o ai social network hanno provocato più violazioni della sicurezza di quante ne abbiano prevenute. Gli impiegati, pur di controllare le notifiche di Facebook o twittare un TGIF utilizzano spesso proxy malevoli per aggirare i blocchi.
Il peggior risultato lo hanno avuto i governi. Cina, Iran, Birmania, il loro tentativo di soffocare la comunicazione fra gli utenti non ha fatto altro che aumentarne il rilievo nazionale e internazionale. In Cina il 92% degli utenti aggira il muro alzato contro i principali social network, in Iran le proteste contro le controverse elezioni sono cresciute su Twitter e Friedfeed e i monaci birmani hanno trovato la loro voce sul web.
Ora anche gli stati occidentali tentano di porre un limite allo strapotere delle aziende dietro i principali social network, ma con scarsi risultati e costi a dir poco insostenibili.
Via | Mashable


